Poi in bel giorno mi trovavo al nhow hotel per lavoro e mentre ero alla disperata ricerca di un bagno mi sono imbattuto in una decina di gigantografie di LaChapelle. Non me l'aspettavo, non ne sapevo nulla di quelle fotografie in quello che possiamo considerare un anti-bagno e me le sono godute in tutta tranquillità, in realtà alcune non erano tenute benissimo, ricordo che erano leggermente imbarcate, ma questo fatto in realtà valorizzava le opere, declinandole a semplici scatti foografici, un pò trasandati e in un anti-bagno! Fantastico.
Tornando alla mostra possiamo parlare di numeri impressionanti, si tratta di ben 350 photo, comprendenti una vasta retrospettiva e un ciclo inedito di scatti ispirati a capolavori di Michelangelo. Le opere coprono una inaspettata varietà di stili e di tecniche, ce n'è un po' per tutti i gusti mi verrebbe da dire, possiamo scoprire anche un LaChapelle meno noto, più ricercato e profondo, che si distacca dal proprio immaginario classico. Probabilmente, nei lavori più recenti, l'artista è alla ricerca di qualcosa di nuovo, fatto peraltro piuttosto ovvio. Il risultato di tale ricerca lo lascio decidere a voi.

Non mi piace l'idea di paragonare alcuni cicli di opere ad altri, posso invece dire che vedere una quantità tale di photo in classico stile LaChapelle, mi ha reso consapevole che l'artista fotografo è probabilmente l'unico vero erede di fama internazionale della più classica e sincera pop art americana. Mi pare inoltre che ricopra questo ruolo in modo del tutto spontaneo e senza alcuna forzatura, evidentemente gli riesce e basta. Non scrivo questo per un banale tentativo di etichettatura, anzi, l'idea segue ad una profonda riflessione e dopo aver "masticato" per anni e un po' ovunque, mostre e opere di arte pop.
La cosa che meglio ho capito e che più mi ha arricchito, è stato vedere come Amanda, Leonardo o Pamela, nelle mani di LaChapelle, mutino in icone magnificamente stereotipate di una california o di una hollywood satura di stile e gonfia di irriverente e contraddittoria personalità.
In conclusione, il giudizio sulla mostra è positivo. Penso che ci sia qualcosa da imparare un po' per tutti. Inoltre LaChapelle è del 63, ancora molto giovane in termini di carriera e ritengo che possa essere interessante avere un quadro chiaro del lavoro svolto fino ad oggi, per poter valutare in modo più chiaro e competente la futura opera dell'artista pubblicitario. Buon divertimento!
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