martedì 22 gennaio 2008
Interfaccia di nuova generazione per tutti. Quando?
In termini di sistema operativo, tutti noi siamo pronti da un anni ad uno step successivo. Giusto? La Apple per prima ha contribuito, con l'iPhone e il trackpad multitouch, a portare concretamente sul mercato una prima evoluzione di quello che attendiamo con trepidazione, ma la strada è ancora lunga e ho l'impressione che i grandi colossi dell'informatica stiano dormendo sugli allori, per usare un eufemismo. Dal tronde è mai possibile che uno strumento come l'iPhone sia uscito dal cilindro magico della casa di Cupertino e non da Nokia o Motorola?
Pensateci, i sistemi operativi che utilizziamo quotidianamente sono concettualmente preistorici, escludendo l'estetica delle icone, funzioni particolari e poche altre cose, siamo sostanzialmente rimasti ad un'interazione col nostro computer molto molto simile a quella che potevamo avere negli anni 80. Nessun comando vocale, la realtà virtuale è finita non si sa bene dove, il touch screen (che esiste da una vita) non ha subito particolari evoluzioni ecc... In rete in questi ultimi anni si trovano degli esempi molto interessanti di nuove soluzioni implementate da ricercatori ed università, ora non rimane da attendere che i grandi colossi producano strumenti simili in larga scala per tutti noi. Nuovi standard e nuovo approccio tecnico-crativo, questo serve.
Ecco 2 esempi interessanti:
esempio uno
esempio due
Pensateci, i sistemi operativi che utilizziamo quotidianamente sono concettualmente preistorici, escludendo l'estetica delle icone, funzioni particolari e poche altre cose, siamo sostanzialmente rimasti ad un'interazione col nostro computer molto molto simile a quella che potevamo avere negli anni 80. Nessun comando vocale, la realtà virtuale è finita non si sa bene dove, il touch screen (che esiste da una vita) non ha subito particolari evoluzioni ecc... In rete in questi ultimi anni si trovano degli esempi molto interessanti di nuove soluzioni implementate da ricercatori ed università, ora non rimane da attendere che i grandi colossi producano strumenti simili in larga scala per tutti noi. Nuovi standard e nuovo approccio tecnico-crativo, questo serve.
Ecco 2 esempi interessanti:
esempio uno
esempio due
venerdì 11 gennaio 2008
Bruno Munari alla rotonda Besana

Munari ti entra dentro, ti rivoluziona con semplicità, ti permette di espandere la percezione mentale e sensoriale a stadi precedentementi sconosciuti. Munari è dolce e secco. Munari è un genio.
La mostra di Milano raccoglie opere molto interessanti ma non approfondisce quanto basta (parere soggettivo) fasi del lavoro dell'artista importanti come gli studi e le opere di luce. Le opere esposte racchiudono però i rudimenti dell'innovativo approccio all'arte maturato e sviluppato dall'artista.
Inutile dire che perdere questa mostra potrebbe costare molto caro ad ogni mente creativa. Inutile pure provare a descrivere la sapienza e la lezione di Munari. Il miglior consiglio che mi sento di dare è la lettura di "Design e Comunicazione Visiva" di BM edito da Laterza, uno di quei libri che ti cambiano la vita.

Sito web della mostra.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)